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sabato 1 dicembre 2012

ART.18 MADE IN FORNERO : BORN TO RUN

L'applicazione dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, così come innovato dall'iniziativa del Ministro Fornero, continua a richiedere la preventiva verifica del numero dei dipendenti del datore di lavoro.
La Fornero ha promosso l'introduzione di un rito processuale accelerato per l'applicazione di questa norma.
Siamo ovviamente, data la recente approvazione della riforma, in sede di prime pronunce della giurisprudenza relativa alla concreta applicazione di questo articolo nella sua nuova versione. Ebbene,il tribunale del lavoro di Milano, con ordinanza 26.11.2012, ha stabilito non essere applicabile il rito accelerato tutte le volte che il lavoratore, in via incidentale, chiede la verifica del numero dei dipendenti, in presenza di un numero di addetti inquadrati con contratto di lavoro a progetto rispetto ai quali il ricorrente chiede un accertamento della natura subordinata del rapporto.

mercoledì 7 novembre 2012

IMU: LA STANGATA

Dal sito di Repubblica Roma
http://roma.repubblica.it/

"""""""""LA CAPITALE E LA CASA

Imu, arriva la stangata della rata di dicembre
prima casa +200%, quasi 400 per la seconda

L'imposta media passa da 170 a 510 euro. Il Campidoglio incasserà 1 miliardo

di DANIELE AUTIERI e LAURA SERLONI

Stangata Imu. La prima rata di giugno è stata soltanto il preludio di quello che i romani saranno costretti a pagare nell'ultima tranche di dicembre. Il saldo, secondo una prima stima, ammonta al 200% in più rispetto all'acconto per la prima casa e quasi al 400% in più per la seconda. Una vera e propria mannaia che rischia di dirottare la tredicesima di molti lavoratori direttamente nelle casse dello Stato.

La Capitale resta saldamente in vetta sia in termini di gettito sia di costi. In estate i romani, secondo i dati del ministero del Tesoro, hanno versato oltre 1 miliardo per l'Imu. La nuova tassa sulle abitazioni ha fruttato, dunque, più del 10% del gettito totale italiano, di questi 492,9 milioni sono serviti a rimpinguare la cassaforte capitolina. E prima delle festività natalizie i cittadini si apprestano a fornire un altro pesantissimo contributo. Già perché mentre per la prima rata e la seconda di settembre, che hanno versato tutti quelli che hanno scelto di frazionare il pagamento in tre fasi, l'aliquota veniva calcolata al 4 per mille sulla prima casa e al 7,6 per mille per la seconda; ora scattano gli aumenti. Entro il 31 ottobre i Comuni dovevano decidere le nuove fasce di riferimento.

A Roma nelle delibere propedeutiche al bilancio, il Campidoglio ha scelto di elevare al massimo possibile l'aliquota che si attesta al 5 per mille per la prima abitazione e al 10,6 per mille per la seconda. Una scelta quasi obbligata quella della giunta Alemanno, costretta dai bilanci in profondo rosso. Insomma, nell'ultima rata clou del 17 dicembre i proprietari di un appartamento dovranno versare il saldo e il conguaglio con l'aliquota maggiorata. Ma c'è da tenere conto della detrazione: ammonta a 200 euro più altri 50 per ogni figlio a carico minore di anni 26, fino a un massimo di 400 euro totali di detrazioni.

Secondo delle elaborazioni di "Repubblica" su dati del ministero dell'Economia, di Confedilizia e di Uil - Servizio politiche territoriali, ecco come saranno in media gli aumenti per i romani. Per quanti sulla prima casa, in acconto, hanno versato circa 170 euro, il saldo della terza rata con l'aliquota al 5 per mille sarà di 501 euro; mentre sulla seconda casa se si sono pagati circa 321 euro a dicembre sarà di 1.209 euro.

"Aumentare l'imposta di un punto sulla prima casa e non vedere i servizi migliorati, è una beffa", sottolinea Alfredo Ferrari, consigliere comunale del Pd e vicepresidente della commissione capitolina Bilancio. Il sindaco aveva la possibilità di aumentare l'aliquota di un punto percentuale sulla prima casa (ogni punto di Imu vale 150 milioni di euro) e di 3 punti sulla seconda (ogni punto di Imu, in questo caso, vale 140 milioni di euro).

Una manovra dalla quale il Governo spera di riuscire ad incassare circa 20 miliardi di euro; mentre il Campidoglio, si aspetta di avere circa un miliardo. E, infatti, proprio da Roma arriva il gettito maggiore. È salda al primo posto della classifica delle città dove si paga di più: in media nella capitale si sborsano circa 671 euro, a Milano 427 e a Bologna 409 euro. Così il Comune fa cassa con l'Imu, un modo per riuscire a garantire il pagamento degli stipendi dei dipendenti e tirare un sospiro di sollievo almeno fino a fine legislatura
(07 novembre 2012)
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COMMENTO AGL
Non siamo i soli a dirlo. L'effetto dell'Imu è devastante. Travolge non solo i bilanci famigliari ma anche il settore dell'edilizia, con le immaginabili ripercussioni sui comparti ad essa legati. Sono le aziende costruttrici ad essere in difficoltà e coloro che vendono le case .I possibili acquirenti sono: le famiglie che vogliono comprarsi un appartamento, che hanno difficoltà ad ottenere mutui o a sostenerli.E gli investitori (il mattone è il classico bene rifugio). Esso sta tuttavia diventando meno appetibile. Infatti comporta difficoltà con gli inquilini che hanno problemi a pagare l'affitto. E le imposte pesano indipendentemente dalla redditività effettiva del bene. L''Imu è una tassa iniqua ed un grave errore che sta provocando il crollo di tutto il mercato immobiliare del Paese. Ha provocato un calo nella produzione nelle costruzioni del 13% e una diminuzione del 36% nelle compravendite.Allo stato , l'unica soluzione migliorativa immediata che possa avere un senso è una detrazione maggiore per quei proprietari di abitazioni che pongono sul mercato degli affitti i loro immobili.

mercoledì 24 ottobre 2012

TRUFFE CORSI FORMAZIONE: SAVIONI (AGL): " E' ORA DI PREVENIRE CONTROLLANDO CAPILLARMENTE"

Questa la notizia:
http://www.liberoquotidiano.it/news/1105924/Lombardia-organizza-falsi-corsi-formazione-con-fondi-pubblici-arrestato.html

""""""""""Lombardia: organizza falsi corsi formazione con fondi pubblici, arrestato

Milano, 24 ott. (Adnkronos) - Organizzava corsi di formazione finanziati con fondi pubblici producendo registri contraffatti e, in alcuni casi, non li avrebbe neppure svolti. Per questo la Guardia di Finanza di Milano sta eseguendo in queste ore un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip Alessandra Clemente, nei confronti dell'amministratore di fatto di una cooperativa milanese, attiva nell'ambito dei corsi di formazione e di aggiornamento professionale, per i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falso.
Le indagini, svolte su delega del sostituto procuratore di Milano, Paolo Filippini, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Alfredo Robledo, hanno consentito di appurare che l'indagato avrebbe indebitamente percepito erogazioni pubbliche in base legge 236/1993, pari ad oltre 1,3 milioni di euro, finalizzate all'organizzazione di corsi di formazione.
Gli accertamenti hanno rivelato che le attivita' oggetto dei finanziamenti sarebbero, in alcuni casi, mai state svolte oppure, in altri, sarebbero state rappresentate in maniera artificiosa mediante la falsificazione dei registri didattici prodotti alla Regione Lombardia. """"""""""


IVANO SAVIONI (della Segreteria Generale AGL):

"Ci risiamo. Il settore della Formazione (e non solo in Lombardia) è costantemente teatro di tentativi più o meno raffinati di truffare la Pubblica Amministrazione e tradire la fiducia di migliaia di giovani e delle loro famiglie.
E' ora di dire basta! Non ci accontentiamo più delle iniziative a posteriori della Magistratura, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, spesso costretti a rimediare al vuoto della Politica. E' necessario che da subito venga condotta da parte degli Organi di controllo preposti una straordinaria opera di prevenzione di questi odiosi reati in quanto vedono come vittime i più deboli.Ogni giorno sorgono dal nulla nuovi Enti di formazione i cui promotori dovrebbero possedere idonei requisiti e, a questo scopo, monitorati e attentamente seguiti"

lunedì 8 ottobre 2012

CORO DELLA SCALA: PERCHE' LUI NO?ANCHE SE E' DELLA CISL......

Con una lettera inviata al Sovrintendente Stéphane Lissner (che proprio oggi abbiamo saputo che diverrà il prosimo direttore artistico dell'Opera di Parigi, a partire dal 2015, speriamo che conservi questo buon ricordo...) i Rappresentanti della Commissione Esaminatrice del Coro della Scala di Milano hanno denunciato l’assunzione con contratto professionale di un baritono andato in pensione.
Tutto ciò in violazione del Contratto Nazionale e delle graduatorie formate a seguito delle audizioni del maggio 2012.
Il baritono in pensione è Rappresentante Sindacale della Cisl e in passato , dicono, era stato molto severo nelle applicazione delle regole contrattuali.


Staremo a vedere come sistemeranno la cosa Pisapia e la direzione della Scala.


Ovviamente i lavoratori del coro vittime di questo scavalcamento sono infuriati e probabilmente adiranno azioni legali visto che dei sindacati interni (l'avvenimento lo dimostra) non sembra ci sia molto da fidarsi.


Una delle eccellenze meneghine quindi è definitivamente omogeneizzata alle tendenze imperanti. La Bocconi sappiamo quali frutti eccelsi abbia recentemente partorito. Nella Moda già si sussurra di stilisti che non fanno lavorare modelle non appartenenti a sindacati concertativi. Speriamo solo che alla Scala del Calcio, accanto a giocatori aderenti alla storica Associazione non ne spunti qualcuno con la tessera confederale. Oddio, a Milano chiuderebbero volentieri un occhio purchè si smuovesse la classifica........

mercoledì 3 ottobre 2012

SCIOPERO TRASPORTI: DOPO LO CHOC, RIFLETTIAMO E PROPONIAMO QUALCOSA DI NUOVO

Questo il resoconto e gli strascichi
Vorremmo innanzitutto dire che manifestiamo la nostra solidarietà sia ai lavoratori dei trasporti sia ai lavoratori (non del settore) che ieri hanno avuto grossi problemi per recarsi al lavoro.
NON siamo solidali con l'ASSTRA, con le Regioni, con il Governo, con i vertici delle Aziende di trasporto né con l'Organismo di Garanzia e tanto meno con i vertici delle Organizzazioni Sindacali promotrici dello sciopero. La responsabilità di quanto successo è di tutti costoro, tranne che dei lavoratori sopra richiamati.
L'ASSTRA farebbe bene a firmare, dopo 5 anni, il contratto di cui trattasi, il Governo e le Regioni a sollecitarla e a fare attenzione che i fondi verso quelle aziende vengano effettivamente dirottati verso le giuste destinazioni evitando di tagliare la dove si creerebbe un danno irreparabile. A volte si ha la sensazione che vi sia una sorta di complicità tra i vertici delle Aziende di trasporto e quelli dei Sindacati, come se fosse loro interesse comune mettere il coltello alla gola del consumatore per spillare più soldi al contribuente. Sarebbe infatti compito delle aziende vigilare che fatti come quello della saracinesca tra metro 1 e 3 a Milano non si verifichino. Quelle dell'Autorità di Garanzia poi sono le solite lacrime di coccodrillo quando ormai la frittata è fatta. Il quesito che anche stavolta è lecito porsi è: chi controlla l'Autorità di controllo?Chi verifica che i soldi con cui è mantenuta siano effettivamente ben spesi?
E' certo che il modello di limitazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici ha fallito gli obbiettivi.
Gli utenti hanno avuto (e, sembra, prossimamente ne avranno ancor di più) pesanti disagi e danni, le Aziende (che, come accade nel settore pubblico e in quello dei servizi falsamente privatizzati) non ci hanno rimesso un euro, anzi, hanno guadagnato le trattenute per lo sciopero e risparmiato gli istituti collegati alla presenza al lavoro, oltre a essere considerate, ora, tra le vittime dei lavoratori, i lavoratori ci hanno rimesso relativamente alla loro immagine, il rinnovo del contratto (che magari adesso scatterà, come contentino) non potrà non subire gli effetti della spending review.
Tragicomica poi è stata la predica del Corriere della Sera il quale sembra arrivato da Marte , mentre sarebbe bene ricordare come da anni abbia sottovalutato i problemi del trasporto pubblico, nell'esaltazione del trasporto privato , salvo mettere in sordina , vista la mala parata, i fallimenti della strategia FIAT, delle industrie petrolifere, dei gestori di autostrade e delle procedure di privatizzazione che hanno interessato Alitalia e Ferrovie dello Stato, oltre al trasporto pubblico locale. Basterebbe che il Corriere della Sera dirottasse anche parte delle energie impiegate a beatificare Mario Monti verso una sollecitazione al Ministro Passera di prendere in mano, una volta per tutte, i destini di questo disgraziato trasporto popolare nel nostro Paese.
Quanto ai lavoratori, anche se il diritto di sciopero è sacro, ci appelliamo a loro affinchè non danneggino più dei loro pari. La maniera ci sarebbe, anche se toglierebbe spazio alle burocrazie sindacali. Non risulta che altre categorie di lavoratori, quando scioperano, vadano a bloccare l'esistenza dei lavoratori dei trasporti, impedendo loro di uscire di casa e andare al lavoro. I lavoratori dei trasporti pertanto non devono procurare a persone per bene come loro quei disagi che mai essi vorrebbero per sé. Una maniera per dimostrare maturità (e scaltrezza, ma per vincere occorre anche questa) sarebbe quella che scioperassero solo i controllori e non il resto del personale. In questa maniera i passeggeri viaggerebbero gratis senza difficoltà (e la vostra popolarità, nei loro confronti, schizzerebbe alle stelle), l'azienda (associata all'ASSTRA che, ribadiamo, va condannata per questo suo atteggiamento) non incasserebbe nulla per quel giorno e, eventualmente, gli altri lavoratori, con una colletta, potrebbero rimborsare i controllori per la trattenuta subita.
Semplice, ma non si farà mai. Altrimenti come giustificheremmo la presenza , il ruolo e i guadagni di Autorità di Garanzia sugli scioperi, dei vertici sindacali e dei giornalisti del Corriere della Sera che si occupano delle vostre proteste “cattive” che mettono in crisi l'ordine dei tecnocrati?

venerdì 21 settembre 2012

AMIANTO QUESTIONE IRRISOLTA. E NESSUNO SE NE OCCUPA PIU'

LA MAPPA DELL'AMIANTO IN ITALIA


Incredibile a dirsi ma ancora in Italia quella dell'amianto è una questione irrisolta e, per di più, lontana dai riflettori. Il problema è tanto più grave nelle regioni (qui sopra ve ne forniamo la mappa) in cui stata è consistente in passato la presenza di aziende che ne facevano utilizzo. Tale rischio permane alto, in ragione della considerevole presenza e diffusione in quantità pericolose nei luoghi di lavoro e nelle lavorazioni, nelle abitazioni e nelle strutture pubbliche e private. Una realtà rimossa dalle istituzioni, spesso sconosciuta e sottovalutata dagli stessi cittadini non informati adeguatamente .La legge 257/92 , oltre a vietare l'uso dell'amianto e ad imporne lo smaltimento, delegava alle Regioni la definizione dei piani di bonifica e la loro realizzazione. In maniera scandalosa le previsioni di tutela previdenziale della legge sono state artatamente depotenziate ,privando i lavoratori esposti del beneficio dell'uscita anticipata dal mondo del lavoro. E' urgentissimo riprendere sul territorio l'opera di rimozione e smaltimento dell'amianto, vigilando in modo diffuso per verificare che ciò avvenga una volta per tutte. Occorre sensibilizzare, informare e prevenire il rischio amianto, verificare l'applicazione delle leggi con il monitoraggio della situazione attuale e soprattutto riproporre l'effettiva tutela dal punto di vista sanitario di coloro che in passato sono stati inconsapevolmente soggetti alle conseguenze devastanti dell'esposizione professionale, della manipolazione, dell'uso e dell'inalazione dell'amianto e di quanti lo sono tuttora.

LE DUE FACCE DELLA MEDAGLIA DEL WELFARE ALL'ITALIANA: LA STORIA DI PAOLA E LA STORIA DI CIRO

LA STORIA DI PAOLA (da www.virgilio.it ):

""""""""""MilanoItalia



La storia di Paola, la donna che vive con 200 euro al mese a Milano. Video

Venerdì, 21 settembre 2012 - 08:31:00
di Fabio Massa
Una storia incredibile. Nella Milano della settimana della moda, dei manager, c'è una parte oscura, povera, tragica. Nella metropoli c'è chi vive con 200 euro al mese. Duecento. Non un euro in più. Difficile a credersi, sembrerebbe. Per questo il conduttore televisivo Roberto Poletti, dopo la chiamata - in diretta durante Forte e Chiaro, la sua trasmissione su Antenna 3 - della signora Paola, che si lamentava appunto di vivere con 200 euro al mese, ha deciso di andare a verificare di persona. Microfono e telecamere, è andato a trovarla nella sua casa.
"Qui non pago l'affitto ormai da mesi - spiega Paola - Mi dispiace per il padrone di casa, ma non so che cosa fare. Ho sempre curato mio padre, che qualche tempo fa è morto. Con la sua eredità ho pagato l'affitto ancora per qualche mese. Poi non ce l'ho fatta più. Ero in attesa per una casa popolare, ma con il suo decesso sono scivolata in giù nelle graduatorie". Le condizioni di vita di Paola sono disperate: "Io mi faccio la doccia con l'acqua fredda perché lo scaldabagni elettrico consuma troppo. Che cosa mangio? Praticamente solo latte e biscotti. Sono andata anche alla parrocchia per chiedere aiuto. Mi hanno dato da mangiare qualche volta". Ma la cosa più agghiacciante arriva quando cala la sera. Perché Paola non accende la luce. Usa le candele: "Ho un sussidio di 200 euro, non posso permettermi di pagare le bollette".""""""""""

LA STORIA DI CIRO:
                                        Ciro (Direttore Centrale Risorse Umane dell'INPS)

(da www.globalist.it )

""""""""""Prestito d'oro: l'Inps apre un'inchiesta
Il presidente dell'Istituto Mastrapasqua annuncia un audit sul prestito al dirigente.(...)
di Cinzia GubbiniUn'indagine interna affidata alla Direzione per la Sicurezza, guidata dall'ex generale della Guardia di Finanza Flavio Marica. L'Inps risponde così allo scandalo del prestito richiesto (e ottenuto, in quanto auto-firmato) dal direttore del personale dell'Istituto, Ciro (...). Il quale, qualche mese fa, avrebbe firmato una determina per se stesso per avere un prestito dall'Istituto di circa 155 mila euro a tasso agevolato. E' questa una concessione riservata ai dipendenti Inps: ma i prestiti - che hanno tassi molto favorevoli, del 2% - devono essere calcolati sulla base dello stipendio tabellare. E i dirigenti non possono avere più di 91 mila euro. Oltretutto esistono delle contingenze trimestrali. E Ciro (...)le avrebbe "scavalcate", adducendo motivi "gravi e urgenti". Un favore che a un qualsiasi dipendente non sarebbe mai stato concesso.(...)""""""""""