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giovedì 22 ottobre 2015

27 OTTOBRE-13 NOVEMBRE 2015, A ROMA, VIA ERCOLE BOMBELLI 22, MOSTRA DELL'ARTISTA FILIPPO SODDU

                                         nella foto, l'artista milanese Filippo Soddu

Roma - Filippo Soddu "Recollage fra pensiero e materia" inaugurazione 27 ottobre
ore 18,00

Via Ercole Bombelli 22, 00149 Roma – 06.5578101 – 328.1353083


Spazio aperto 2015
FILIPPO SODDU

RECOLLAGE
fra pensiero e materia

Martedì 27 ottobre 2015 alle ore 18,00 a Roma presso lo Studio Arte Fuori Centro via Ercole Bombelli 22, si inaugura la mostra di Filippo Soddu "Recollage fra pensiero e materia"a cura di Giorgio Bonomi
L’esposizione rimarrà aperta fino al 13 novembre, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.
L’evento è il terzo appuntamento di Spazio Aperto 2015 ciclo di quattro mostre in cui l’associazione culturale Fuori Centro ha invitato gallerie e critici di altre regioni italiane a segnalare artisti appartenenti al proprio territorio per tracciare i percorsi e gli obiettivi che si vanno elaborando nei multiformi ambiti delle esperienze legate alla sperimentazione.
"La mostra presenta al pubblico gli ultimi lavori dell’artista milanese Filippo Soddu nei quali la pittura si fonde con il collage, opere che sono il risultato di un percorso concettuale in cui l’azione dell’artista si registra sulla tela nella sua fase conclusiva: le aggregazioni di materia che si condensano sulla superficie pittorica, sono la testimonianza di un’azione di distruzione e ricostruzione simbolica di un universo che chiede di essere ordinato e nuovamente accolto. L’atto creativo è dunque il risultato di una fase performativa che si dà al pubblico come momento di riconciliazione tra materia e pensiero. 
Soddu può vantare tre ascendenti storici per queste sue recenti opere: Pablo Picasso, la Pittura monocroma e Mimmo Rotella. Picasso perché è lui l’inventore del collage, tecnica usata dal Nostro; la Pittura monocroma perché questa viene da lui praticata e Rotella per gli “strappi” di carta che creano i pezzi con cui realizza i collage. Soddu peraltro, a differenza del Maestro calabrese, non si limita alla pars destruens (lo strappo, la lacerazione appunto), ma procede ulteriormente con un’azione di ricomposizione dei frammenti, ed è proprio questa fase quella che più affascina Soddu".

Recollage
fra pensiero e materia

Giorgio Bonomi


Già il titolo di questa mostra di Filippo Soddu ci immette nelle 
complessità della tecnica e dei contenuti delle sue opere. Recollage
è un termine più appropriato di collage anche se il procedimento,
 introdotto da Pablo Picasso e Georges Braque, è lo stesso. 
Infatti il Nostro taglia, strappa, frantuma della carta per poi “rincollarne” 
i pezzi sulla tela o sulla tavola.
Ed anche il sottotitolo, “fra pensiero e materia”, ci rimanda 
direttamente a quella divisione tra realtà spirituale e realtà
 materiale che René Descartes definiva res cogitans e 
res extensa, la cui unione poteva esserci nella ghiandola
 pineale, per cui metaforicamente quest’ultima, per l’arte 
di Soddu, è l’opera che appunto unisce pensiero (e sentimento,
 emozioni eccetera) e materia (il supporto, la carta, il colore 
eccetera).
Soddu, quindi, si riallaccia alla storia (della filosofia e 
dell’arte) senza timore di apparire “inattuale”; del 
resto l’arte (vera) è sempre inattuale, altrimenti sarebbe 
“moda”, e sempre ha degli ascendenti cui riferirsi e, 
nello stesso tempo, da cui allontanarsi: così si dipana 
la storia dell’arte, come tutte le altre storie, con i loro 
progressi e le loro involuzioni.
Picasso con i papiers collés negava la regola fin lì seguita 
dall’arte, basata sul colore e il pennello, e dimostrò che 
non esistono materiali nobili, e puri, e materiali volgari, 
e poveri, per cui ogni mezzo, ogni materia è in grado 
di esprimere i contenuti che l’artista vuole fissare sulla e 
con l’opera.
Ma, se Picasso e Braque prendevano e usavano delle c
arte “imitative” della materia (il legno, il marmo, l’impagliatura 
di una sedie ed altro ancora), Soddu lavora in modo più 
concettuale ed astratto: infatti colora un foglio di carta, lo 
spezzetta e lo (r)incolla sul supporto, a sua volta già preparato 
con una passata o due di pittura, e su cui poi ripassa il colore, 
ad “uniformare” l’intera composizione. Questa si offre monocroma
 – non nel senso assoluto di un solo colore, bensì in quello 
della “risultante”, cioè come appare all’occhio dell’osservatore
 –, riallacciandosi ad un altro concetto (e modalità) basilare 
dell’arte contemporanea, la monocromaticità che, da Malević 
in poi ha influenzato tanta arte visiva.
Se poi riflettiamo sui titoli che Soddu dà alle sue opere, 
comprendiamo ancora meglio le sue operazioni. “Aggregazione” 
sta ad indicare la “ricostruzione” di senso di quei frammenti ottenuti 
con gli strappi – si noti che qui l’artista fa un passo ulteriore rispetto
 al decollage di Mimmo Rotella –, quindi evidenzia la possibilità
 di rinascita, di evoluzione, anche di fronte alla frantumazione e 
alla decostruzione (ancora un ricordo, un’eco di un’altra Avanguardia
 storica, quel Futurismo che voleva realizzare “la ricostruzione 
futurista dell’universo”).
E c’è di più: se in tutte le storie del Cubismo troviamo che
 questa tecnica viene introdotta nel 1912, dopo che nel 1911
 erano state usate le lettere dell’alfabeto sull’opera, in Soddu
 troviamo un movimento esattamente inverso: dal collage, 
che comunque viene conservato nelle sue modalità, all’introduzione
 aggiuntiva della scrittura alfabetica nelle opere. Infatti, in una
 recente serie di lavori, troviamo delle frasi tratte dai racconti di 
Franz Kafka il quale annullava le connessioni causali tra spazio
 e tempo come faceva il collage storico e come fa Soddu nel 
rinnovamento attuale di tale metodo.
Non vorrei, però, che con questa mia analisi “chirurgica” delle
 opere di Soddu si perdesse il piacere che, al contrario dell’algidità 
critica, si prova alla prima visione delle sue opere: sempre delicate,
 liriche, ed anche quando il colore si scurisce e i frammenti 
sono più evidenti, mostrando pure una leggera aggettanza che 
dà all’opera la tridimensionalità, il contenuto non appare 
drammatico bensì intensamente “pensoso”, severo, e richiama
 la prima fase del Cubismo parigino, quello analitico che, non a
 caso, si esprimeva con toni scuri e quasi monocromi.
Soddu pratica l’arte da alcuni anni portando avanti il suo discorso
 con rigore, senza tentennamenti né mutamenti repentini, certo
 con i necessari sviluppi ma tutti interni al suo sentire e al suo dire, 
dimostrando così quella coerenza che è un’altra caratteristica 
necessaria all’arte e all’artista, per essere tali.

NUOVI IMPORTANTI TITOLI E RICONOSCIMENTI PER IL DOTT. AVV. PAVEL AUREL, RESPONSABILE NAZIONALE DEGLI AUTOTRASPORTATORI ROMENI DELL'ALT-AGL



DOTT. AVV. PAVEL AUREL


                                 CERTIFICATO DI TRADUTTORE RILASCIATO DAL MINISTERO
                                 DELLA CULTURA DI BUCAREST (ROMANIA)

                                               AUTORIZZAZIONE DEL MINISTERO DELLA
                                              GIUSTIZIA ROMENO AL SERVIZIO DI
                                              PROFESSIONI GIURIDICHE CONNESSE

                                        ATTESTATO DI MEDIATORE CIVILE E COMMERCIALE

lunedì 23 marzo 2015

NUOVO RESPONSABILE ALCAMS-AGL ZONA 4 MILANO

Donato Amato (cell. 3398288524) è il nuovo responsabile per la Zona 4 di Milano (Porta Vittoria, Porta Romana, Forlanini, Monluè, Rogoredo) della Federazione ALCAMS (Alleanza Lavoratori Commercio,Alberghi, Mense, Servizi) aderente alla Confederazione AGL (Alleanza Generale del Lavoro).
A Donato i complimenti e i migliori auguri da tutta l'AGL.

NUOVA RESPONSABILE AGL AMERICA LATINA ZONA 8 MILANO (Fiera,Gallaratese,S.Leonardo,Quarto Oggiaro)

E' stata nominata la nuova Responsabile Zona 8 Milano (Fiera,Gallaratese,S.Leonardo,Quarto Oggiaro) della Federazione ALAL-AGL, Alleanza Lavoratori America Latina, aderente alla Confederazione Sindacale AGL, Alleanza Generale del Lavoro. 
Auguri di buon lavoro da tutta l'AGL.

venerdì 12 settembre 2014

NON SI PUO' FARE UN "PATTO EDUCATIVO" CON GLI INSEGNANTI CHE UNA VOLTA ASSUNTI SI METTONO SUBITO IN MALATTIA E PUNTANO AL TRASFERIMENTO. A PARTE TUTTI GLI ALTRI DISCORSI, COSA SAPREBBERO INSEGNARE AI NOSTRI FIGLI? CHE E' GIUSTO RIMEDIARE UN POSTO FISSO SOLO PER FREGARE LO STATO? IL GOVERNO ADOTTI LE OPPORTUNE PRECAUZIONI E TUTELI LE FAMIGLIE PRIMA DI PROVOCARE UN DISASTRO!

da www.ilgiornale.it

La scuola riparte nel caos: decine di insegnanti malati

Inizia l'anno e molti docenti hanno già chiesto un periodo di congedo Scontro sul sistema delle graduatorie. Salvini: «Lombardia penalizzata»
 Ven, 12/09/2014 - 07:00
La questione sulle nuove assunzioni nel mondo della scuola continua. Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, lancia la campagna contro chi cerca solo il posto fisso e non il lavoro, problema già evidenziato prima dal Giornale e poi da Repubblica : «Bisogna tornare al sistema precedente di assunzioni su base provinciale: su 174 neoassunti in provincia di Milano, 174 vengono da altre zone - ha attaccato - questa è la dimostrazione del fallimento della politica scolastica di Renzi, perché così si penalizzano sia i lombardi che chi ha deciso anni fa di spostarsi in Lombardia e aspettare il suo turno». Le scuole, inoltre, non sono nemmeno cominciate e sono già decine le richieste di periodi di malattia o di poter assistere un parente disabile: «Ho parlato con il Provveditore e come Lega chiederemo la verifica a tappeto su tutti quelli che hanno presentato richieste del genere, anche perché non si tratta di un problema solo della scuola: per gli infermieri e per i vigili del fuoco in Lombardia siamo costantemente sotto organico perché le persone arrivano qui e, dopo il periodo minimo di attesa, chiedono il riavvicinamento, spesso in regioni del sud, ma se avevi il parente disabile a Crotone lo sapevi pure prima».
Per ottenere il ritorno al modello precedente le camicie verdi hanno pronte le richieste su carta per Camera, Senato e Regione. Tra le altre, ha specificato Massimiliano Romeo, consigliere leghista in Regione, «chiediamo che vengano ristabiliti una volta per tutte i 5 anni di permanenza nella provincia di prima nomina di ruolo, il tutto finalizzato a garantire la continuità didattica».
Sulla scuola comunque il problema è più sentito perché, quest'anno in particolare, c'è il rischio di centinaia di cattedre vuote: sono talmente tanti quelli che tentano di usufruire delle comodità date dal posto fisso, che non si sa nemmeno se si troveranno abbastanza supplenti.
E non è nemmeno un problema solo di chi viene da altre regioni, è proprio il settore scolastico a essere usato come ammortizzatore sociale: «Ieri ci sono state le convocazioni per il codice Z43, cioè gli insegnanti di italiano per le medie, in tutto 300 e se ne sono presentati 2 di cui ha scelto un posto soltanto uno - racconta Massimiliano Sambruna della Cisl - e questi sono gli ultimi della graduatoria a esaurimento, quindi quelli iscritti da anni non gli ultimi arrivati, io mi chiedo: se possono rifiutare il lavoro cos'è ne hanno un altro? E se anche così non fosse, non è possibile studiare degli strumenti per cui se rifiuti il posto, poi non puoi rientrare subito in graduatoria? Perché l'insegnamento deve essere una scelta seria, non un ripiego, bisogna mettere dei limiti». A rispondere a Salvini, il segretario del Pd lombardo Alessandro Alfieri: «Lui specula sulle preoccupazioni di genitori e studenti», intanto il governo Renzi «investe sulla scuola».
Il segretario del Pd sottolinea che «il governo ha deciso di assumere 150mila insegnanti perchè vuole investire sulla scuola e ridare dignità a queste persone. Iniziativa che Salvini ha commentato ironicamente: «Solo 150mila? Allora io rilancio, facciamo un milione»."""""""""

venerdì 18 luglio 2014

CRISI ALITALIA, INGRESSO ETIHAD, ESUBERI. DOPO ESSERCI STRACCIATE TUTTE LE VESTI, VEDIAMO SE PUO' ESSERE UNA BUONA OCCASIONE

Nel prendere atto dell'esito della trattativa Sindacati-Governo-Alitalia-Etihad, ci sembra necessario esplicitare il nostro punto di vista.Si tratta di scelte dolorosissime ma ora che il disastro è conclamato, occorre sforzarsi di pensare a come se ne esce, alle prospettive.Cominciamo dai punti fermi. Alitalia è tecnicamente fallita dal 2008. Il fatto che il settore non sia in crisi ma in espansione aggrava il giudizio negativo sul passato, sui Capitani coraggiosi e sulla CAI. Più che di una privatizzazione, dati i connotati statalisti e clientelari della grande imprenditoria italiana, sarebbe più corretto parlare di una nazionalizzazione strisciante condotta da sostanziali burocrati mascherati da grandi imprenditori (solo sulla carta).Se una nazionalizzazione mascherata non ha risolto nulla ma solo aggravato, figuriamoci cosa avverrebbe con una nazionalizzazione vera con uno Stato che in Italia è ben diverso (e meno credibile) da quello di paesi vicini più seri del nostro. Quindi torniamo alla necessità di un processo di entrata in scena di privati veri . Costoro esistono ma solo all'estero. E non a caso il salvataggio vede protagonisti gli Arabi.E' tutt'altro che una svendita ma un vero e proprio colpo di fortuna che le strutture aeroportuali italiane siano così interessanti e importanti in quelle strategie. In caso contrario l'Italia (e l'Alitalia) non avrebbe avuto scampo. Quindi il fallimento c'è e la crisi è verissima, con la precisazione che è crisi dell'imprenditoria italiana in questo come in altri settori.Come se ne esce? Non certo, come propone la CGIL, con un massiccio ricorso alla Cassa Integrazione. La vicenda degli esuberi Alitalia del 2008 dimostra come non serva a nulla non recidere il cordone ombelicale tra la vecchia azienda e lavoratori che mai e poi mai potranno ritornare a lavorarvi.Si rimanda solo il problema e, facendo trascorrere inutilmente anni, si compromette la possibilità di ricollocazione di quei lavoratori. Anche i sindacati antagonisti sono incapaci di uscire da una prospettiva assistenzialistica. Ma che razza di proposta è quella di non rinnovare il contratto perchè è meglio destinare le risorse in più a chi perde il lavoro piuttosto che aumentare lo stipendio a chi continua a lavorare? E' offensivo considerare i lavoratori degli accattoni senza speranza che debbano razionarsi i viveri. Così si alimenta solo la disperazione, quando dovrebbe porsi l'accento su quelle che potrebbero essere le possibilità di reimpiego nel caso in cui si ponessero gli Arabi nelle migliori condizioni per realizzare i loro progetti in Italia, che, secondo tutti gli analisti, reinserirebbero il nostro Paese nella serie A mondiale del traffico aereo.Ecco forse perchè gli Arabi non ne vogliono sapere di avere a che fare con questi sindacati: perchè sono sindacati mummificati che non sanno concepire il lavoratore in difficoltà che come uno zombie.E' molto intreressante la sperimentazione del contratto di ricollocazione perchè potrebbe essere, se accompagnata da un sistema di sostegno al reddito un pò più robusto dell'attuale nel passaggio da un lavoro all'altro, una soluzione anche per altre crisi. Certo non è così semplice. Occorrerà vigilare (e a questo dovrebbero servire i sindacati) sulla corretta applicazione degli accordi.Riguardo ai contratti di solidarietà, per esempio, è importante che si sappia che, data la pesante decurtazione della retribuzione che comportano, gli stessi non sono a lungo sostenibili. E' una sciocchezza chiedere, come fa la CGIL, l'impegno di Etihad a mettere nero su bianco quali aziende private assorbiranno una parte degli esuberi e quale numero di lavoratori ognuna assumerà. Non viene chiesto in nessuna parte del mondo. Va invece incalzato il soggetto pubblico perchè questa parte dell'accordo venga seguita con attenzione nel tempo. E' una occasione importante per capire se questa Amministrazione del Lavoro abbia ancora un ruolo nelle politiche attive del lavoro o se invece, come pensano in molti, sia ora che chiuda affidando queste attività a soggetti privati più motivati e meno dispendiosi (e dannosi).Contrariamente a quel che si pensa comunemente in Italia il lavoro c'è, nuovi contratti comunque in tanti settori si stipulano. Il problema è che non funzionano i processi di aggiornamento, riconversione e riqualificazione della manodopera e che i giovani vengono male indirizzati e condizionati culturalmente, col risultato che la domanda intercetta con difficoltà l'offerta di lavoro.E proprio i sindacati sono i principali responsabili, per loro arretratezza, del lavaggio del cervello ai danni di milioni di lavoratori, anche loro associati. E poi la riforma del lavoro.Il Jobs Act slitta a settembre.Non sarebbe ora che il Governo, oltre che fare l'infermiere nelle trattative, cogliesse l'occasione per dialogare con un soggetto che vuole e sta per investire in Italia per farsi spiegare concretamente quali tipi di contratti di lavoro sarebbero più incentivanti per una espansione occupazionale?Chissà che non ne esca fuori qualcosa di più entusiasmante di quanto appena avvenuto per il contratto a tempo determinato, per il quale le cure in laboratorio del governo sono servite a poco o nulla?

sabato 12 luglio 2014

COOPERATIVE: LE DIECI DOMANDE DELL'AGL AL GOVERNO-RENZI

DAL SITO DEL QUOTIDIANO “IL GIORNO”


Pagamenti in nero a oltre mille dipendenti, scatta la maxi inchiesta della Finanza

Quattro indagati. Dipendenti che neppure sapevano di essere soci della coperativa per cui lavoravano. Secondo le accuse sarebbero stati pagati stipendi in nero per 4,5 milioni di euro IL VIDEO DELL'OPERAZIONE
di Fabrizio Lucidi
Lodi, 12 luglio 2014 - Bufera su una importante ditta di logistica della Bassa Lodigiana. Nel mirino, due delle cooperative che lavorano all'interno dello stabilimento, a Somaglia. L'inchiesta della Guardia di Finanza è nata nel 2013, dopo una raffica di scioperi degli operai licenziati dopo la sostituzione di cooperative all'interno del polo logistico. Al tempo, alcune sigle sindacali avevano denunciato irregolarità subite da alcuni lavoratori. 
Così, le fiamme gialle hanno voluto vederci chiaro creando una task force investigativa composta da militari del Nucleo di Polizia tributaria e della Compagnia di Lodi, supportata da elementi scelti del Comando provinciale. Quindi, sono scattati pedinamenti e l'audizione riservata di decine di dipendenti delle cooperative; in parallelo, sono state disposte indagini bancarie e i militari sono entrati in forze, più volte, nello stabilimento sia per sequestrare i documenti sia per testare la validità delle risultanze investigative. 
Risultato? Le fiamme gialle hanno scoperto “che molti lavoratori non sapevano di essere formalmente soci della cooperativa che li pagava - fa sapere il Comando - Anomalie che potrebbero configurare gravi ipotesi di reato a carico dei responsabili anche occulti delle apparenti cooperative: emissione di documenti falsi, truffa aggravata ai danni dello Stato”. Tutti fatti segnalati alla Procura. Documenti falsi, perché le cooperative avrebbero emesso a favore dei “dipendenti” buste paga riportanti trasferte in realtà mai avvenute. Tutto – secondo l'accusa – per evitare di pagare le tasse. Chi, fra i lavoratori, si rifiutava si sottostare a queste decisioni sarebbe stato messo all'indice con l'assegnazione dei lavori più pesanti e l'impossibilità di fare ore di straordinario per incrementare lo stipendio. 
Un sistema che – secondo le Fiamme Gialle – avrebbe goduto di impensabili connivenze da parte di alcuni sindacalisti. I formali rappresentanti delle due cooperative (entrambi indagati) avrebbero inoltre ottenuto l'ammissione alla cassa integrazione in deroga per decine di migliaia di ore di lavoro facendo figurare difficoltà economiche che in realtà non c'erano. Perché con quegli stessi soldi pubblici incassati, gli imprenditori avrebbero pagato il lavoro svolto dai dipendenti. Secondo i calcoli della Guardia di Finanza, in questo caso fra il 2010 e il 2013 le aziende avrebbero pagato 4,5 milioni di euro in stipendi in nero, proprio per non far risultare che in realtà le commesse e i carichi di lavoro si erano mantenuti stabili. In altre parole, le coop erano tutt'altro che in crisi,. Eppure, con artifizi contabili e manovre spregiudicate, avrebbero incassato i soldi pubblici della cassa integrazione. Una delle due cooperative aveva perfino ottenuto l'accesso a un finanziamento da 180mila euro da parte della Regione Lombardia per un progetto a beneficio del benessere dei dipendenti, senza però averne i requisiti. Ora sono in corso gli approfondimenti da parte della Procura di Lodi, che ha già iscritto sul registro degli indagati quattro persone.  """""""""


LE DIECI DOMANDE DELL'AGL AL GOVERNO-RENZI


  1. PERCHE' SOLO GDF E CARABINIERI SONO CAPACI DI CONTRASTARE IN ITALIA LE FALSE COOPERATIVE? E Il MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO? E LE REGIONI? E I SERVIZI ISPETTIVI DEL LAVORO?COSA FANNO DA ANNI?
  2. LE COOPERATIVE PAGANO OGNI DUE ANNI ALL'ERARIO O ALLE CENTRALI COOPERATIVE UN ONEROSO “CONTRIBUTO BIENNALE DI REVISIONE”. IN CAMBIO, DOVREBBERO ESSERE VISITATE PERIODICAMENTE DA UN ISPETTORE VERO.LO STATO REVISIONA SOLO IN MINIMA PARTE LE SUE COOPERATIVE, LE CENTRALI CONTROLLANO “AMICHEVOLMENTE” LE LORO. SE QUESTI SONO I RISULTATI, CI DOMANDIAMO: DOVE SONO FINITI I SOLDI PAGATI DALLE COOPERATIVE E OGGI NON E' MEGLIO CHE QUESTI SOLDI RIMANGANO ALLE COOPERATIVE?
  3. COME E' POSSIBILE CHE, RELATIVAMENTE ALLE REVISIONI DELLE CENTRALI COOPERATIVE (SOGGETTI PRIVATI) I CONTROLLORI (LE ASSOCIAZIONI COOPERATIVE) COINCIDANO CON I CONTROLLATI (LE COOPERATIVE ASSOCIATE)?
  4. NEL MONDO COOPERATIVO SONO ATTIVI SINDACATI GIALLI, I CUI CAPI CONTATTANO I PRESIDENTI, VENDONO LORO PACCHETTI DI TESSERE DEL LORO SINDACATO, TESSERE CHE SONO PAGATE DAI DATORI DI LAVORO E ATTRIBUITE AI LAVORATORI STESSI SPESSO A LORO INSAPUTA, ALLO SCOPO DI POTER APPLICARE CONTRATTI PIRATA ED ESTROMETTERE I SINDACATI VERI DALLE TRATTATIVE E RAPPRESENTANZE AZIENDALI. LO STATUTO DEI LAVORATORI VIETA CIO' . PERCHE' I SOGGETTI PREPOSTI NON SANZIONANO TALI COMPORTAMENTI?
  5. E' COSI' DIFFICILE ACCERTARE GLI INTRECCI DI INTERESSI TRA DIRIGENTI E FUNZIONARI PUBBLICI INFEDELI E  COOPERATIVE? BASTEREBBE INCENTIVARE E PREMIARE LE DENUNCE, FONDATE, CHE PROVENISSERO DALL'INTERNO DEGLI UFFICI STESSI, NEI QUALI TUTTI SANNO TUTTO DI OGNUNO
  6. SI STA RIFORMANDO DA ANNI IL DIRITTO DEL LAVORO.E' COSI' COMPLICATO RIVEDERE L'ISTITUTO DELLA TRASFERTA IN MANIERA CHE NE CESSI IL GENERALIZZATO UTILIZZO FRAUDOLENTO CHE TUTTI CONOSCIAMO DA ANNI?
  7. LE PERSONE FISICHE CHE CREANO E SVILUPPANO LE COOPERATIVE SPURIE SONO SPESSO LE MEDESIME DA ANNI, OPERATIVE DAGLI ANNI OTTANTA. PERCHE' NON ISTITUIRE UN “DASPO” PER CHI SI SIA RESO RESPONSABILE DI TALI COMPORTAMENTI NEL MONDO COOPERATIVO?
  8. SE RUBO UNA MELA AL SUPERMERCATO VIENE CHIAMATO IL 113 , VENGO PRESO E SBATTUTO IN GALERA. SE SONO UN DATORE DI LAVORO CHE CON ATTI VIOLENTI (FISICI O MORALI) ROVINO DEI LAVORATORI E LE LORO FAMIGLIE, LA GIUSTIZIA MI PERSEGUE DOPO MOLTO TEMPO E HO BUONE POSSIBILITA' DI FARLA FRANCA. MA INVECE DI AVERE UN ISPETTORATO DEL LAVORO COME L'ATTUALE NON SAREBBE MEGLIO AVERE IN ITALIA UNA POLIZIA DEL LAVORO VERAMENTE CAPACE DI UN PRONTO INTERVENTO?
  9. GLI INVESTITORI STRANIERI NON VENGONO IN ITALIA PERCHE' NON POSSONO FARE QUELLO CHE GLI PARE OPPURE PERCHE' IN ITALIA NON C'E' SERIETA' NEL MONDO DEL LAVORO E SICUREZZA IN REGOLE CHE SIANO APPLICABILI E APPLICATE?
  10. PERCHE' NON VENGONO IMMEDIATAMENTE CHIUSI QUEGLI ENTI BILATERALI CHE PRODUCONO E VENDONO FALSE CERTIFICAZIONI DI CONTRATTI DI APPALTO E DI CONTRATTI DI LAVORO? E' COSI' DIFFICILE INDIVIDUARLI (BASTA CHIEDERE IN GIRO)?